Category Archives: YouTube @AndreasBarella Mito e Psiche

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L’ORO DELL’OMBRA – Il podcast di Andreas

L’ORO DELL’OMBRA – Il podcast di Andreas

Nel corso degli anni, Andreas Barella, una delle Muse de La Voce delle Muse, ha partecipato a numerose trasmissioni radio alla RSI (Radio Svizzera id Lingua Italiana), sia a RETE UNO che a RETE DUE.

Sul canale YouTube MITO E PSICHE vengono ora ripubblicate queste classiche interviste sui temi più disparati, ma sempre inerenti la MITOLOGIA e il suo USO NELLA VITA QUOTIDIANA.

In questa prima puntata: in Peter Pan, Capitan Uncino cerca di rubare l’ombra di Peter per privarlo dei suoi poteri magici. Nella psicoanalisi l’ombra è vista come il ricettacolo di tutta la spazzatura sociale e psichica che non siamo in grado di accettare nella nostra vita. Nel salotto di Rete Uno RSI si andrà però alla scoperta, in modo leggero e divertente, di uno dei concetti più affascinanti delle teorie psicologiche moderne e ci confronteremo con le seguenti domande: l’ombra è sempre e solo oscura? Oppure può anche essere fonte di sorprese positive? Quando si manifesta nelle nostre vite? Qual è per voi la luce che la vostra ombra vi impedisce di vedere? E come la esplorate? Andreas Barella, ospite di Isabella Visetti coadiuvata da Vanni Slepoi su RETE UNO della RSI Radio Svizzera di Lingua Italiana, ne parla con Sara Haeuptli Nguyen, coach e counselor.

Qui trovate la  ricca trasmissione, sul canale youtube di Andreas, ISCRIVETEVI AL CANALE! GRAZIE MILLE E BUON ASCOLTO!

Libri citati nella trasmissione.

  • Robert Bly. Il piccolo libro dell’ombra. Per scoprire il nostro lato oscuroPer Robert Bly, l’Ombra è una sorta di ‘sacco’ che ciascuno porta sulle spalle e in cui ripone tutti gli aspetti della propria personalità che non gli piacciono. In questo libro, che presenta una prefazione del noto psicanalista Claudio Rise, l’autore delinea gli itinerari che permettono di ‘svuotare’ questo sacco, di guardarsi dentro e di fare pace con la parte più nascosta di se stessi.
  • I miti raccontati da Andreas sono tratti da: Robert Graves. I Miti GreciPrima della scienza, prima della religione, c’è il mito. Modo ingenuo – ci dicono – modo fantasioso, spregiudicato e prescientifico, di spiegare l’origine delle cose e degli uomini, gli usi i costumi e le leggi. Filologia, etnografia, antropologia hanno lacerato il velo del mito, evidenziandone le radici ideologiche, il retroterra di superstizione e di magia. Ma i miti, così dissezionati, ci vengono restituiti alla stregua di freddi reperti anatomici, buoni tuttalpiù per qualche museo. Robert Graves è riuscito a rianimare questa materia ormai inerte, restituendocela con tutto il suo splendore, il suo sense of wonder e (anche) of humour.
  • Sigmund Freud, L’Interpretazione dei Sogni Il libro che ha aperto le porte, all’alba del 20 secolo, alla psicoanalisi.
  • Sigmund Freud, Studi sull’isteria e altri scritti Trovate sotto a questo titolo anche altri volumi dello opere di Freud
  • Qui trovate anche tutta l’opera di Freud, in comodo formato ebook ad un prezzo eccezionale NATURALMENTE le trovate anche a LaFilanda, ma se vi servono per fare copia incolla di passaggi interessanti ecc, qua trovate la versione digitale di tutte le opere di Freud.
  • Carl Gustav Jung, Tipi psicologici Jung era del tipo PENSIERO e INTUITO, come afferma nell’intervista. Voi di che tipo siete?
  • Carl Gustav Jung, L’Io e l’InconscioIl primo tentativo di Jung di chiarire gli affascinanti concetti di Io e di Inconscio.
  • Carl Gustav Jung, Gli archetipi dell’inconscio collettivoIl titolo dice tutto!
  • Carl Gustav Jung, Opere complete e integraliAnche queste le trovate a LaFilanda, ma se vi servono, l’investimento vale la pena: 12215 pagine di pura delizia!

Chi è Andreas Barella: la sua presentazione sul nostro sito
Il sito ufficiale di Andreas

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Alessandro Barbero – La Storia dei Greci antichi – IL VIDEO

Alessandro Barbero – La Storia dei Greci antichi – IL VIDEO

Chi erano i Greci? Quali erano le loro caratteristiche precipue e quanto di “greco” c’era in coloro che vissero nell’Egitto o nella Siria in età ellenistica o sotto l’Impero Romano? I Greci hanno posto le basi di quella che oggi viene considerata la cultura occidentale: la democrazia, la filosofia, il teatro e molte delle scienze esatte affondano le loro radici nel mondo del mito e delle poleis.

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“FRAMMENTI DI TELEGONIA” – IL VIDEO

“FRAMMENTI DI TELEGONIA” – IL VIDEO

È appena uscito il secondo volume nella sterminata epopea che ha come protagonista TELEGONO, il filgio di Odisseo e della Maga Circe. In occasione dell’uscita, Andreas Barella, una delle Mue de LA VOCE DELLE MUSE, nonché curatore dei due volumi, ha preparato una recensione video sul suo canale MITO E PSICHE. La trovate qua sotto, subito dopo un estratto dalll’introduzione.

DALLA PREFAZIONE AL SECONDO VOLUME: “La mitologia classica nasce nella tradizione orale: per secoli i miti greci furono recitati da aedi e rapsodi durante feste religiose, celebrazioni pubbliche o occasioni conviviali presso ricchi aristocratici. L’aedo era colui che cantava l’epica e la univa a versi creati da lui stesso. Il rapsodo era invece una sorta di attore, recitava i brani che conosceva a memoria: da questa figura si è presumibilmente sviluppato il teatro. Omero, in realtà non menziona mai la differenza tra aedo e rapsodo, tra poeta e attore, tra chi crea e chi racconta. Quel che è certo è che esistevano scuole e corporazioni di narratori e che proprio a Chio, dove i quaderni da cui i miti pubblicati in questa collana sono tratti, aveva sede una famosa scuola. Può darsi che l’Anonimo autore di questi testi si sia trasferito sull’isola proprio in quanto alla ricerca dell’origine della narrazione orale e per ordinare il materiale raccolto in anni di esplorazioni del territorio, insulare e non. L’Anonimo ha quindi intrapreso un lavoro simile a quello di Omero, vale a dire la trascrizione, la trasformazione di un racconto prevalentemente orale in un testo scritto. La differenza maggiore è che i quaderni compilati dall’Anonimo sono delle antologie di spezzoni di miti, dei canovacci da combinare in un racconto più esteso o più breve, a discrezione del narratore. Non sono fatti per essere letti, sono dei compendi da studiare e da combinare in esposizioni sempre diverse. Spesso è necessario cucire i vari capitoli con delle frasi create ad hoc, in quanto nel testo non esistono e si passa da un episodio all’altro senza particolari spiegazioni. Questa libertà nella scelta degli episodi da narrare e del materiale connettivo che è necessario plasmare per dare unità è sia gradevole che fonte di frustrazione per la forzata necessità di dover scegliere cosa narrare e cosa no, quali personaggi tralasciare completamente per delimitare la storia a un racconto più o meno lineare e non infinito e labirintico. Spesso bisogna troncare una strada traversa che incrocia il tessuto principale della narrazione, anche se i risvolti e i personaggi che si decide di lasciare (per ora) nei quaderni dell’Anonimo gridano vendetta al cielo e attendono il loro turno per essere riportati in vita.

Prendere queste decisioni è stato, come detto, difficile ma ci siamo consolati con le parole di Friedrich Wilhelm Radloff che nel 1866 scriveva: “Ogni cantore appena appena abile improvvisa sempre i suoi canti secondo l’ispirazione del momento, così che non è in condizione di recitare due volte un canto in modo perfettamente uguale. […] Egli essendosi esercitato a lungo nella performance ne ha pronte, se così posso dire, un’intera serie di parti, che nel corso del racconto mette insieme nella maniera più adatta. […] L’arte del cantore consiste nel mettere in successione queste parti come è richiesto dal corso degli avvenimenti e nel collegarle con versi composti ex novo. Il cantore sa cantare queste parti in modo assai diverso. Egli è capace di tratteggiare la stessa immagine in pochi tratti veloci o di descriverla più ampiamente o di procedere con epica ampiezza a una descrizione molto dettagliata. […] Un cantore abile può improvvisare su qualsiasi tema, qualsiasi racconto, se gli è chiaro l’andamento della vicenda”. È quello che abbiamo cercato di fare anche noi, con tutti i limiti e le scelte arbitrarie che a volte turbano il nostro sonno. È anche per questo motivo che abbiamo bisogno di voi, care Lettrici e cari Lettori: fateci sapere quali sono i personaggi e i filoni narrativi che volete siano approfonditi. Sarà nostra premura, se nel corpus lasciatoci dall’Anonimo ve ne è traccia, accontentarvi con le storie che più vi appassionano.” (COPYRIGHT ©2023 CASA EDITRICE ERICLEA e ANDREAS BARELLA. Questo testo può essere utilizzato solo citando la fonte e l’autore.)

BUONA VISIONE! ISCRIVETEVI AL CANALE SE NON L’AVETE GIÀ FATTO e mettete MI PIACE al video.

Il primo volume (cartaceo ed ebook) è acquistabile qui.
Il secondo volume è acquistabile qui.

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Le immagini delle Dee – INTERVISTA A MARIJA GIMBUTAS

Le immagini delle Dee – INTERVISTA A MARIJA GIMBUTAS

UN GRANDE CLASSICO RITROVATO! Questa intervista fa parte di una serie di incontri che la studiosa Starr Goode aveva promosso tra il 1986 e il 1991 per esplorare la figura della Grande Dea femminile e le sue connessioni con l’arte antica e l’arte moderna.

Marija Gimbutas è conosciuta per aver studiato le culture del neolitico e l’età del bronzo della cosiddetta Europa Antica, e per l’ipotesi kurganica che colloca la patria originaria protoindoeuropea nelle steppe pontico-caspiche. I suoi lavori, pubblicati tra il 1946 e il 1971, introdussero nuovi punti di vista nell’ambito della linguistica e dell’interpretazione della mitologia, e sfidarono le credenze del tempo sull’età del bronzo. È ritenuta come una delle autorità più rilevanti a livello internazionale riguardo allo studio di questo periodo e innovatrice nel contesto delle tecniche archeologiche del XX secolo.

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BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE IN ITALIANO SU GIMBUTAS

  • Il linguaggio della Dea, di Marija Gimbutas. “Il linguaggio della Dea” (1989), pietra miliare dell’archeomitologia, ha rivoluzionato le prospettive sulle origini della nostra cultura. L’autrice è riuscita a ricostruire la civiltà arcaica dell’Europa Antica e a riportare alla luce la presenza centrale del femminile nella storia. I suoi studi spaziano dal neolitico all’età del bronzo. A sostegno delle sue tesi, esamina i reperti, in parte già noti e in parte da lei stessa dissepolti durante i suoi scavi nel bacino del Danubio e nel nord della Grecia, che comprendono un vastissimo repertorio di oltre 2000 manufatti, tutti riprodotti nel volume, mostrando i nessi dimenticati tra il mondo materiale e quello dei miti di una cultura raffinata, la cui genesi è alle radici del patrimonio culturale dell’Occidente.
  • Le Dee viventi, di Maria Gimbutas. L’ultimo libro scritto da Marija Gimbutas, pubblicato postumo, riassume decenni di ricerca condotta nei più importanti siti del neolitico e del paleolitico superiore europei: il risultato è un’impressionante serie di ritrovamenti che conducono alla ricostruzione di un’ideologia coerente e complessa, incentrata sulla divinità femminile, la “grande dea” della morte e della rigenerazione. Nutrice e sterminatrice, la dea fa convergere su di sé i miti e i riti degli abitanti dell’Europa che precedettero le grandi invasioni indoeuropee (stimate in due ondate, tra il 4000 e il 3000 a.C.).
  • Kurgan, le origini della cultura europea, di Marija Gimbutas. Quella che talvolta si chiama con un po’ di enfasi la “casa europea”, la patria dalle comuni radici, è in realtà, in origine, un terreno di conflitto, di contaminazione, di reciproche influenze, di battaglie e sopraffazioni. Sono qui presentati i testi più rappresentativi di una ricerca durata quasi mezzo secolo, che ha portato Marjia Gimbutas a costruire un affresco appassionante delle civiltà che, incontrandosi e scontrandosi tra il IV e il III millennio a.C., contribuirono a gettare le fondamenta della nostra identità.
  • I Balti, di Marija Gimbutas. Scritto successivamente alla formulazione dell’ipotesi Kurgan, “Balti” è la prima monografia che Marija Gimbutas dedica a una cultura preistorica e ai suoi contatti, intrecci e conflitti con gli invasori venuti dalle steppe uraliche. Il fatto che l’autrice di tale monografìa provenisse proprio dal ceppo di quella cultura preistorica, e avesse visto con i propri occhi gli esiti distruttivi delle invasioni, non può essere considerato una semplice coincidenza.
  • Al cuore dell’Europa. Una rilettura dell’opera di Gimbutas, di Anna Riboldi. A vent’anni dalla morte dell’archeologa lituana Marija Gimbutas, il suo originale contributo alle ricerche archeologiche attende ancora di essere pienamente valorizzato. La sua vasta produzione scientifica, dedicata soprattutto al tema della grande dea madre e alle sue simbologie, grazie alle raffigurazioni plastiche che ella stessa portò in luce durante la sua carriera di archeologa sul campo nei maggiori siti neolitici europei, in questo volume viene analizzata, per la prima volta integralmente, nel significato che essa rivestì in un’epoca in cui le discipline storiche avevano conosciuto un incremento di tecnicismi e nella quale la Gimbutas rappresentò una eccezione assoluta, spesso isolata e dibattuta nella comunità scientifica.

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Il mito di Dioniso a Tebe – IL VIDEO

Il mito di Dioniso a Tebe – IL VIDEO

La Voce delle Muse ha scritto, diretto e animato una parte del mito di Dioniso. Il risultato è uo spettacolo-evento-cena greca dal titolo “ESTASI – QUANDO DIONISO GIUNSE A TEBE”

Dioniso è il dio greco che incarna la ricerca dell’estasi (ex-stasi, fuori dalla stasi), il dono divino che eleva gli esseri mortali dalla realtà ordinaria a un mondo trascendente: la gioia, il vino, il sesso, le danze sfrenate fanno tutte parte del suo bagaglio. Dioniso è anche considerato il padre e l’ispiratore della tragedia greca. Infatti, il primo caso documentato di recitazione risale al 530 a.C., quando l’attore greco Tespi salì sul palco al Teatro di Atene in occasioni delle feste sacre al dio e divenne il primo a parlare come personaggio in una rappresentazione teatrale. Le sue prime parole furono: “Io sono Dioniso!”

In questo nuovo video, Andreas vi racconta la genesi dello spettacolo e… ve ne mostra alcuni estratti. DA NON PERDERE! Buona visione e… mettete mi piace al video!

 

Qua la pagina dedicata interamente all’evento, con foto, trailer e maggiori informazioni
Un’introduzione al dio Dioniso
La narrazione del mito di Dioniso
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